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VELATURA DIFFERENZIATA

Velatura e Velatura differenziata

Molti sanno che i pittori fiamminghi, oltre ad essere noti come gli inventori d'eccellenza della pittura ad olio, sono anche riconosciuti come gli scopritori della VELATURA.
La velatura è una modalità di stendere il colore in maniera graduale, a strati successivi; invece che mediante una mano diretta.

La velatura rende il colore più morbido e luminoso di quello dato con la stesura diretta.
Di norma la velatura fiamminga raggiungeva il colore mediante varie mani diluite dello stesso colore.
Io uso invece una tecnica che ho chiamato "velatura differenziata", che varia la concentrazione e la mescola del colore a seconda della lunghezza d'onda del colore stesso.

I colori che vediamo sono visibili perchè la luce bianca all'impatto di ciò che vediamo, fa riflettere solo quel determinato colore. In altre parole: vediamo una superficie di colore rosso perchè questa superficie assorbe tutti i colori tranne il rosso, che viene riflesso e inviato ai nostri occhi.

E' noto poi che i colori dello spettro a più alta frequenza elettromagnetica (quelli tendenti al violetto) penetrano più in profondità di quelli dello spettro tendenti al rosso. Ogni colore, come detto sopra, di qualsiasi frequenza esso sia,  per essere visibile deve essere riflesso dalla superficie su cui è steso. Quelli tendenti al violetto, però, poichè penetrano più profondamente i vari strati di colore, sono soggetti a più riflessioni da parte di ogni strato della pittura stesa, di quanto siano soggetti quelli tendenti al rosso..

Il risultato di ciò è che, se si utilizza una velatura normale, i colori tendenti al violetto avranno comunuque una luce più confusa di quelli tendenti al rosso. Per correggere queste che potremmo impropriamente definire "aberrazioni cromatiche" io, a seconda della tonalità da raggiungere, effettuo velature non sempre con lo stesso colore, ma con colori anche della frequenza opposta dello spettro; mischiandoli in maniera opportuna e variando la concentrazione, non necessariamente in maniera graduale. 

Il risultato è sorprendente: i colori, allo stesso tempo, diventano molto più morbidi e luminosi.

Non escludo comunque, assolutamente, che gli eccellenti Fiamminghi arrivassero, pur'essi, ad effettuare quelle che definisco "Velature differenziate". Non ho però letto in nessun trattato di tecniche pittoriche una razionalizzazione di queste metodologie. Ho dedotto quindi che, se lo facevano, lo facevano per abitudine sperimentale e non sulla base di una metodologia razionalizzata. Ovviamente chi è di diverso parere può comunicarmelo, e io sarò molto lieto di pubblicare la nota.

Da parte mia, sto approfondendo questa tematica e darò gli aggiornamenti su questo sito, eventualmente con esempi.